L’intervista: Nayibe Vasquez

L’esperienza WorldSkills nelle parole della docente dell’associazione “Scuole tecniche San Carlo” di Torino, expert WorldSkills nel settore dell’acconciatura.

Nel mese di ottobre 2020 si sono svolti i campionati nazionali dei mestieri WorldSkills Italy. Come è andata?

È stata un’esperienza molto positiva e molto gratificante, che ha rafforzato la voglia di proseguire in questa direzione. Soprattutto perché mi ha dato la possibilità di confrontarmi con altre realtà formative, fuori dai confini regionali. E poi, certo, perché ho portato a casa una medaglia d’argento: un risultato ottimo, frutto del desiderio di crescita professionale e personale e di investimento di tempo ed energia.

Cosa le ha restituito l’esperienza WorldSkills come professionista del settore?

Questa competizione mi ha offerto la possibilità di misurarmi con il mio potenziale e i miei limiti: e a me piace mettermi in gioco! Acquisire la consapevolezza di questi due elementi – potenziale e limiti – permette di continuare a crescere. Io non sono una parrucchiera, sono laureata in Economia ma il settore dell’acconciatura mi ha sempre appassionato. Ecco, WorldSkills fa proprio questo: mette in moto la passione.

Come?

A WorldSkills le emozioni sono indescrivibili: bisogna viverle. L’adrenalina che ti accompagna è una spinta propulsiva che stimola a migliorarti.

È così anche, forse soprattutto, per i ragazzi?

Nei ragazzi cresce la motivazione: di volersi mettere in gioco e dimostrare così che si può raggiungere un livello superiore rispetto a quello attuale della formazione professionale. Mi emoziona vederli sognare e ambire a crescere.

L’ambizione di migliorare l’offerta didattica vale soprattutto per le realtà formative, immagino.

Insieme alla direttrice dell’agenzia abbiamo creduto in questo progetto fin dall’inizio, presenziando sempre sia alle edizioni orientative sia a quelle di campionato. Arricchire il bagaglio professionale che porto all’interno della nostra agenzia è per me motivo di orgoglio e soddisfazione.

Ci sono state occasioni di confronto con gli altri expert del settore?

Sì, i campionati nazionali offrono ogni giorno la possibilità di condividere visioni diverse. Ci si confronta con standard molto alti e questo offre in qualche modo anche la possibilità di individuare i propri punti di forza: per esempio, il nostro è un mondo dove prevalgono fantasia e creatività.

Ha mutuato qualche idea da quanto ha visto?

Ogni volta che si partecipa alle manifestazioni WorldSkills si porta a casa qualcosa. Le dirò di più: utilizzando i criteri di valutazione di WorldSkills, quest’anno stiamo lavorando per promuovere un innalzamento della qualità formativa non solo dell’agenzia ma anche della formazione professionale di tutto il territorio regionale. Seguendo un profilo tecnico e creativo di livello internazionale, WorldSkills ha avviato una fase evolutiva per la nostra formazione professionale. Vogliamo fare in modo che nel tempo i parametri di valutazione richiesti da WorldSkills entrino a far parte della formazione professionale dei ragazzi. Così saranno pronti a partecipare alle competizioni regionali, nazionali e internazionali, e non solo. Come detto, stiamo lavorando all’inserimento negli standard regionali dei criteri definiti da WorldSkills: daremo così la possibilità anche a chi non partecipa alle manifestazioni di alzare il proprio livello formativo e affrontare il mondo del lavoro con maggiori competenze.

Ottima iniziativa. La promozione è limitata al solo settore acconciatura?

Io la sto portando avanti per il settore benessere. All’interno della commissione di valutazione degli standard per le prove abilitanti del settore acconciatura ho fatto la proposta di inserire una prova che adotta i criteri di valutazione WorldSkills. E la proposta è stata accolta.

Una nuova prospettiva nel sistema di valutazione regionale dei criteri formativi…

All’inizio il cambiamento fa paura ma, una volta compreso il meccanismo, ci si accorge dei benefici che porta. È un traguardo che si può raggiungere in tutti i settori della formazione professionale.

Facendo un passo ulteriore, saluterebbe quindi positivamente l’adozione dei criteri WorldSkills anche a livello nazionale…

Certo!

Concretamente in che modo il format WorldSkills contribuisce all’innalzamento della qualità dell’istruzione e della formazione professionale?

Fin dall’inizio WorldSkills è stato un trampolino di lancio per la formazione professionale, un elemento importante che ha consentito l’introduzione di una nuova visione dei profili standard a cui eravamo abituati. È una sorta di “molla” per la crescita professionale e personale: permette ai ragazzi di mettersi in gioco e confrontarsi con altre realtà formative, portandoli a conoscere i propri punti di forza e limiti: e questo è un momento fondamentale per avviare la fase di arricchimento del proprio bagaglio. Senza, non c’è partenza.

Perché davvero ci sia un miglioramento generale del sistema didattico, questa funzione formativa dovrebbe riguardare anche gli expert.

Assolutamente sì. Per quanto riguarda la mia esperienza il lavoro di gruppo è fonte di crescita anche per noi expert.

Avete creato un network con gli altri expert?

Sì, si crea una linea comunicativa anche con i colleghi di altre regioni e, addirittura, altre nazioni

Secondo lei, il format WorldSkills soddisfa anche una funzione di orientamento nei ragazzi più giovani? 

È una vetrina che permette ai ragazzi di scoprire le offerte didattiche proposte dagli enti di formazione e istruzione del nostro territorio. Dà la possibilità di avvicinarsi a questo universo e valutare le diverse prospettive di lavoro prima di scegliere il proprio percorso scolastico. Paragonerei WorldSkills a una bussola in un mare di incertezze, perché le proposte didattiche sono tante e la maggior parte dei ragazzi, dopo la terza media, non ha le idee chiare su ciò che vuole fare da grande.

Qual è il valore aggiunto di WorldSkills? 

La ricerca di crescita, professionale e personale.

Una parola per definire WorldSkills?

Un vulcano di emozioni.

Desidera aggiungere qualcosa?

Io ho fatto mio questo proverbio: impara l’arte e mettila da parte. Nel mondo del lavoro saper fare è indispensabile, ma anche saper comunicare, lavorare in gruppo, gestire lo stress… Chi entra nel mondo WorldSkills potenzia anche queste soft skills. Attraverso WorldSkills abbiamo potuto dimostrare che non è vero che chi sceglie la formazione professionale non ha voglia di studiare: i ragazzi che partecipano a WorldSkills sono motivati, hanno una passione, inseguono un sogno, esprimono le proprie emozioni ogni volta che entrano in campo e, quando escono, che siano vittoriosi o sconfitti, sono pronti a prepararsi alla prossima sfida. In questo l’organizzazione è stata vitale: c’è un team affidato e coeso che ci fa sentire a nostro agio, ci fa da guida durante il percorso, ci supporta nei momenti difficili durante le competizioni ed è di compagnia nei momenti di gloria.

Domanda superflua: ci sarete quindi anche alle prossime edizioni?

Certo, ce lo chiedono i nostri ragazzi! E noi saremo pronti a continuare.