L’intervista: Federico Furfaro

L’esperienza WorldSkills nelle parole del direttore del “Consorzio interaziendale canavesano per la formazione professionale – Ciac Ferdinando Prat” di Ivrea

Dall’1 al 3 ottobre 2020, a Bolzano, si sono svolti i campionati nazionali dei mestieri WorldSkills Italy: com’è stata l’esperienza?

Molto positiva: ci ha confermato l’ottimo lavoro di preparazione portato avanti da docenti e studenti. Per loro le competizioni di Bolzano – personalmente preferisco chiamarle “giochi” per valorizzarne l’aspetto ludico – sono state il punto di arrivo di un percorso formativo iniziato quattro anni prima.

Qual è stato il riscontro da parte degli insegnanti che hanno partecipato?

Se per i ragazzi i campionati nazionali hanno rappresentato la bellissima opportunità di misurare il proprio livello di preparazione, per i docenti è stata un’esperienza molto stimolante. Questo perché dalle performance degli allievi hanno potuto cogliere nuovi spunti per rimodulare alcuni elementi della didattica connessi alla formazione e alla verifica delle competenze, attingendo direttamente al modello WorldSkills.

Quindi i contenuti WorldSkills come stimolo all’innalzamento della didattica…

Sì, noi in particolare, essendo il nostro un consorzio interaziendale, li abbiamo accolti non solo per il settore alberghiero ma anche per le altre specializzazioni professionali. WorldSkills ci ha offerto anche uno spunto per portare il concetto di competizione all’interno della didattica: ora organizziamo gare interne alla sede o alle sedi Ciac, anche con il coinvolgimento di realtà esterne. Sono stimolanti, divertenti ed escono dalla routine: sono ispirate agli stessi parametri di WorldSkills, senza l’ambizione di essere altrettanto complete. Parlava anche del momento delle verifiche… Sì, per esempio per il settore alberghiero abbiamo integrato una nuova modalità: mentre una volta le verifiche erano pensate come lavoro di gruppo, ora selezioniamo prove più rispondenti agli standard dalle competizioni WorldSkills, perché consentono ai ragazzi di mettere in atto tutte le competenze acquisite.

A proposito di standard WorldSkills, come considererebbe l’adozione di quei parametri nel sistema scolastico regionale o nazionale?

Per quanto riguarda i livelli delle competenze tecniche e personali, legate per esempio alla gestione dei tempi del lavoro e dello stress, la valuterei molto positivamente. Siamo consapevoli del fatto che il livello di competenze definito dagli standard WorldSkills è estremamente elevato e non sempre i ragazzi sono all’altezza di raggiungere quella preparazione. Noi cerchiamo di inserire quegli obiettivi all’interno dei percorsi formativi inserendoli all’interno di un lavoro di squadra.

E per quanto riguarda l’orientamento formativo e professionale dei ragazzi più giovani, qual è il contributo delle competizioni WorldSkills?

I giochi hanno una forte valenza didattica per competitor ed expert, ma hanno anche un’importante funzione di orientamento. La scelta di un mestiere, e conseguentemente di una scuola o di un’agenzia formativa, si basano spesso su preconcetti, che non sempre trovano riscontro nella realtà. Per un ragazzo che deve compiere una scelta per il suo futuro, ma anche per la sua famiglia, WorldSkills rappresenta l’opportunità di vedere svolgere un mestiere nel concreto, a livello di eccellenza. È quindi uno strumento molto funzionale per orientare le scelte e trovare la propria strada, superando tutte le idee legate a una professione che non poggiano su un’approfondita conoscenza dei reali percorsi e sbocchi professionali.

Qual è il vero valore aggiunto di WorldSkills?

L’esperienza WorldSkills è un marchio di qualità che si inserisce nel curriculum dello studente. Ma non solo suo: ha una ricaduta positiva su tutti i soggetti coinvolti, anche per gli istituti. A noi ha offerto una bellissima opportunità di confrontarci con altre eccellenze e “metterci in vetrina”.

Come?

Per esempio, due nostri ragazzi sono saliti sul podio nelle competizioni regionali: noi rilanciamo queste belle notizie anche sui nostri social e le valorizziamo quando illustriamo le attività del nostro istituto. All’ultimo incontro con le famiglie dei nuovi possibili iscritti era presente la nostra competitor Roberta Checchia, che ha conquistato una medaglia ai campionati regionali nel mestiere di cuoco: ne ho approfittato per presentarla come un modello di eccellenza, auspicando che anche i loro figli possano raggiungere quel livello.

Una sintesi per definire WorldSkills?

Sfida. Con i competitor, certo, ma soprattutto con i propri limiti. Questo vale per i ragazzi, ma anche per insegnanti e istituti. Bastano pochi giorni di gare per vedere studenti evolvere e cambiare radicalmente nei propri atteggiamenti: le competizioni, con i loro tempi stretti e il carico di stress, innescano un salto di qualità.

Desidera aggiungere qualcosa?

È nel nostro interesse continuare a confrontarci con WorldSkills, non solo come sede di Ivrea ma come struttura Ciac nel suo complesso. Per noi e per i nostri ragazzi è un’opportunità determinante.