Intervista a Matteo Aicardi

MATTEO AICARDI farà parte della squadra di Expert che accompagneranno il #teamItaly agli EuroSkills 2016 in programma a Göteborg dal 1° al 3 dicembre. Gli abbiamo chiesto di raccontarci come sta procedendo la preparazione dei Competitor e anche i profondi cambiamenti che sta attraversando il mestiere del GRAFICO.

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Mancano ancora mesi ai Nazionali, però Veronica si sta già esercitando! Volevamo chiederti che sensazioni hai a riguardo.

Beh sì, da quando ha iniziato ad ottobre penso sia stata un’emozione unica, per lei! Abbiamo iniziato un percorso di preparazione tutti e quattro insieme, io, Eliana, Bruno e Veronica, lei ora sta facendo questo stage per cui le hanno chiesto anche di rinnovare e stava guardando per fare poi un percorso di formazione scolastico più specifico. Insieme abbiamo visto un po’ di cose, guardando anche test project del passato, dando qualche compito. E loro si sono esercitati su quello… Hanno svolto i compiti per l’estate! Poi durante i vari incontri davamo consegne per l’incontro successivo in modo da vedere un po’ tuti gli aspetti, poi se loro avevano poi qualche domanda ci sentivamo anche all’esterno.

Tu sei Expert dalla 2015 edizione dei Regionali. Voi avete un doppio ruolo, da una parte siete motivatori, dall’altra giudici. Per questo aspetto, qual è la sfida più grande?

Sicuramente il discorso di valutare questi ragazzi… Poi io l’esperienza estera la devo ancora fare e avrò modo di vedere la situazione anche con ragazzi di altre nazioni, bisognerà cercare di essere abbastanza imparziali. Ai Regionali la difficoltà nel valutare i singoli aspetti dei lavori, le valutazioni soggettive sono quelle più difficili da fare. Il lavoro magari nel complesso può sembrare ben fatto, ma andando poi nei dettagli magari c’è qualche mancanza. Bisogna sempre capire come gestirla.

C’è stato un momento in particolare delle gare, qualche aneddoto che ti ricordi?

Mah, mi ricordo che spesso io e Eliana eravamo in disaccordo [ride]… Nel senso che ci trovavamo sempre noi due ad aver dato i due estremi di valutazione. Lì non ci può essere una differenza di tre voti, se non sbaglio, e quindi spesso io magari davo il voto più basso e lei quello più alto, o viceversa, e quindi ci trovavamo spesso a confrontarci. In realtà parlando poi ci trovavamo d’accordo e allora si raggiungeva un compromesso. Era anche bello, nel senso che lei arriva da una grafica tradizionale, molto legata alla stampa, all’editoria, io invece sono più legato al web. Ma ci è piaciuto molto lavorare insieme, andavamo a compensarci a vicenda!

Le gare sono sempre un momento di tensione. Se potessi dire qualcosa ai ragazzi e alle ragazze, immaginando di essere proprio attimi prima della gara, che cosa diresti loro?

Mah, sicuramente che comunque il percorso che loro hanno fatto fino a quel momento è andato benissimo, quindi di cercare di rimanere tranquilli, di concentrarsi su quello che c’è da fare e ignorare tutto quel che hanno intorno, e farlo come sanno farlo. Alla fine senza la preoccupazione di ciò che stan facendo o possono fare gli altri, concentrarsi su quel che sanno fare. Che sicuramente andrà bene.

Ti faccio un paio di domande sul tuo mestiere, mettendo da parte per un attimo la competizione…

Non ho studiato, però…! Aspetta che mi metto davanti al pc così ho Google [ride].

No, no, non vale usare Wikipedia! Scherzi a parte.. Rispetto a quando hai iniziato, in che cosa trovi sia più cambiato il mestiere di grafico?

Allora, io mi sono diplomato nel 2010 e un annetto dopo ho fatto un corso relativo al web e rispetto a ciò che ci dicevano e a come era improntata la grafica nel mondo della scuola, in realtà il mondo era già diverso. E adesso è ancora cambiato: una volta c’era la specializzazione nel fare qualcosa, adesso la tendenza almeno in Italia è quella di saper fare un po’ di tutto. Questo aspetto ha inciso molto. E poi l’arrivo delle nuove tecnologie e del web ha stravolto un po’ tutto. Se non sai lavorare in questo ambito, hai grosse difficoltà!

Quali sono le qualità indispensabili per questa professione?

Sicuramente il discorso della creatività, è chiaro, perché si può insegnare fino a un certo punto. Poi sicuramente ci vuole la passione, perché comunque non è un mestiere facile e immediato. Come in altri ambiti artistici, ogni cosa che realizzi tende sempre a non piacerti, quindi uno deve avere anche la determinazione di dire “vado avanti lo stesso”. E poi sicuramente le conoscenze: aver frequentato una scuola superiore già di indirizzo, cercare di fare corsi professionali, soprattutto per il discorso dei software.

Secondo te, qual è il contributo più grande che WorldSkills, anche grazie all’Agenzia Piemonte Lavoro, può dare a questi ragazzi e ragazze?

Sicuramente, essendo per la maggior parte ragazzi che vengono dalle scuole, dà già loro un confronto su quello che è la richiesta al di fuori della scuola, in ambito lavorativo. Poi di sicuro l’esperienza aiuta i ragazzi che superano i Regionali e arrivano a prepararsi per una competizione europea o nazionale, per il discorso del lavorare sotto pressione, in un contesto abbastanza stressante. E poi il cercare di acquisire sempre maggiori nozioni, maggiori conoscenze tecniche. I WorldSkills li spronano sotto questo aspetto, magari anche la persona un po’ più pigra viene incentivata a darsi da fare e questo è un aspetto molto importante.

In bocca al lupo anche a te, Matteo!

Grazie! Abbiamo una bella responsabilità, ma è una bellissima esperienza e durante questi mesi ci è piaciuto molto lavorare con questi ragazzi, ci siamo anche divertiti. Ma è bella anche la tensione della gara, perché fa parte del gioco.