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L'intervista: Danilo Caffer

L’esperienza WorldSkills nelle parole del docente dell’ “Ente nazionale giuseppini del Murialdo - Engim” di Pinerolo, expert WorldSkills nel settore della falegnameria.

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I campionati nazionali dei mestieri WorldSkills Italy si sono svolti a ottobre a Bolzano: ha portato a casa qualche “strumento” nuovo dopo questa esperienza?

Porto a casa un’esperienza davvero molto formativa. Ho visto, tra l’altro, che a Bolzano la professione del falegname gode di grande rispetto. I competitor che hanno conquistato le medaglie in questo mestiere erano molto motivati, veloci, precisi e trasmettevano la determinazione di volere essere i migliori. La loro grinta mi ha fatto riflettere sulla necessità di trasferire ai nostri ragazzi piemontesi le stesse qualità: passione, capacità organizzativa e voglia di essere i migliori nel “mettere l’intelligenza nelle mani”.

Cosa ha restituito l’esperienza WorldSkills a lei personalmente, come professionista del settore?

Ho visto un’altissima professionalità, grande precisione nei manufatti lignei, realizzati a calibro, e la disponibilità di attrezzature invidiabili, le migliori al mondo: è stato molto arricchente.

C’è stato confronto con gli altri expert del settore?

Sì, è stato un dialogo positivo. Ci siamo confrontati sull’organizzazione dei corsi, che in Alto Adige sono impostati sul modello duale, con i ragazzi che per tre giorni svolgono attività presso aziende e due nella scuola.

Mutuerà qualche idea da quanto ha visto?

Ho portato a Pinerolo il manufatto e il disegno di un bel progetto che condivideremo in laboratorio, dando grande importanza a velocità, tecnica e precisione, proprio come durante le gare. Anche se per il momento siamo lontani dagli standard WorldSkills, dovremo puntare là.

Dal riconoscimento dei limiti all’esplorazione delle potenzialità…

Per noi era la prima esperienza sia come expert che come competitor. A Bolzano ci siamo scontrati con i migliori. Abbiamo capito a cosa vogliamo puntare per creare falegnami capaci, bravi, che trovino buoni sbocchi occupazionali. Al prossimo appuntamento WordlSkills saremo più agguerriti.

Qual è la fotografia del ruolo del falegname in Piemonte?

Se un ragazzo è bravo, veloce e competente come quelli che abbiamo visto a WorldSkills, il mercato lo assorbe: gli artigiani lamentano la mancanza di queste risorse di alto livello. Purtroppo, però, troppo spesso la falegnameria viene considerata un ripiego.

E i suoi ragazzi come hanno vissuto l’esperienza WorldSkills?

Siamo partiti con speranze, siamo tornati con consapevolezze: di avere margini di miglioramento e di avere bisogno di competenze ancora più alte. Questo ci ha dato entusiasmo e voglia di fare un bel salto in avanti nel nostro mestiere.

Cosa serve?

Il riconoscimento sociale: nella cornice di WolrdSkills falegnami, muratori, piastrellisti sono visti come professionisti di livello impegnati in mestieri che godono di prestigio. Ben lontani da essere un ripiego, per i ragazzi e per le loro famiglie.

Come contribuisce il format WorldSkills all’innalzamento della qualità dell’istruzione e della formazione professionale?

WorldSkills porta a confrontarsi con parametri molto alti, con le eccellenze. Obbliga, quindi, a mettere l’intelligenza nelle mani, guardando all’esempio dei migliori.

Avete creato un network con gli altri partecipanti?

Con gli expert sì, con gli altri competitor meno: del resto sono lì per… competere!

Secondo lei il format WorldSkills svolge anche una funzione per quanto riguarda l’orientamento formativo e professionale dei ragazzi più giovani?

Assolutamente. La parte di orientamento è fondamentale nel caso della nostra professione perché spesso si pensa ancora al falegname come se fosse Geppetto. Il falegname, invece, non è più l’artigiano che se ne sta in bottega, è online e produce manufatti che incuriosiscono.

Quindi innovazione?

Sì, un Geppetto in versione 4.0, che non fa falegnameria classica, perché quella esiste già: deve trovare un proprio modo, personale, originale e produrre qualcosa di diverso da un mobile preconfezionato infondendoci dentro le proprie competenze e la propria anima.

Qual è il valore aggiunto di WorldSkills?

La riscoperta del prestigio dei mestieri, la possibilità di competere in un clima simile a quello del mondo del lavoro e la funzione di orientamento.

Come considererebbe l’adozione degli standard WorldSkills nel sistema scolastico?

Sarebbe molto importante: quei parametri sono alti e a noi, inizialmente, hanno “fatto un po’ male”, ma decidere di inserirli all’interno dei percorsi di formazione professionale alza il livello e restituisce il giusto posizionamento dei mestieri. E poi il riflesso è immediato: ti attieni a quegli standard e vieni riconosciuto come esperto del settore.

Con ricadute sul comparto produttivo…

Certo, perché si riportano quelle competenze nel mondo del lavoro, che ne ha bisogno.

Una parola per definire WorldSkills?

Mettersi in gioco. Con velocità, competenza e rispetto del lavoro.

Desidera aggiungere qualcosa?

Vorrei sottolineare che abbiamo toccato con mano e apprezziamo il grande lavoro che sta dietro alla macchina organizzativa di WorldSkills, prima, durante e dopo l’evento. Complimenti ad Agenzia Piemonte Lavoro!

Quindi ci sarete ancora?

Ci siamo avvicinati a WorldSkills soltanto l’anno scorso, ma posso già confermare che ci saremo anche in futuro.

WorldSkills orienta ai mestieri nella cornice di IOLAVORO Digital Edition

 

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Anche quest’anno Orientamento ai mestieri WorldSkills, la vetrina di WorldSkills Piemonte dedicata all’orientamento professionale, avrà uno spazio proprio all’interno dell’edizione di IOLAVORO Digital Edition, la fiera virtuale di Agenzia Piemonte Lavoro dedicata al matching fra domanda e offerta di lavoro che si terrà il 2 e 3 dicembre esclusivamente online.

Visitando questa stanza virtuale si potranno ricevere indicazioni sui piani didattici e sulle opportunità offerte dalle realtà della formazione professionale che partecipano.

Si potranno inoltre conoscere da vicino undici mestieri fra quelli previsti dal format WorldSkills International – acconciatore, cameriere, cuoco, estetista, falegname, grafico, hotel receptionist, meccanico d’auto, muratore, pasticciere, sarto – illustrati dalle agenzie formative e dagli istituti tecnici professionali che si riserveranno un proprio stand virtuale all’interno dello spazio WorldSkills.

Saranno rappresentati anche gli istituti tecnici superiori, che potranno presentare i propri percorsi formativi fornendo indicazioni su come proseguire la carriera scolastica post-diploma con corsi ad alta specializzazione tecnica.

Tutte le realtà del mondo della formazione avranno la possibilità di caricare video, foto e presentazioni, chattare con gli utenti, programmare webinar.

 

Se sei un ente formativo, registrati qui e accedi al tuo desk digitale.

Se vuoi orientarti fra i percorsi formativi, registrati qui.

 

L’intervista: Alessia Cesana

L’esperienza WorldSkills nelle parole della direttrice dell’ “Ente nazionale Acli istruzione professionale - Enaip” di Cuneo

Alessia Cesana rettangolare 

Cosa hanno riportato i vostri competitor ed expert dall’esperienza ai campionati nazionali dei mestieri WorldSkills Italy che si sono svolti a Bolzano dall’1 al 3 ottobre 2020?

Il collega Luca Dalmasso e l’allievo Andrea Bongiovanni sono tornati pieni di entusiasmo e idee da riproporre nei laboratori a scuola. La partecipazione ai campionati nazionali è stata una grande spinta motivazionale.

In che modo il format WorldSkills contribuisce all’innalzamento della qualità dell’istruzione e della formazione professionale di studenti e docenti?

Il format WorldSkills aiuta a puntare in alto: i docenti sono stimolati a reinventare la propria didattica e ritrovano nuovi stimoli professionali; gli allievi vengono incentivati a superare le proprie barriere.

Quale ritiene sia il vero valore aggiunto di WorldSkills?

La valorizzazione della formazione professionale, che raggiunge livelli molto alti. Le professioni assumono quasi espressioni artistiche ed evidenziano gradi di abilità molto elevati.

Come considererebbe l’adozione degli standard WorldSkills nel sistema scolastico regionale o nazionale?

Gli standard WorldSkills sono molto elevati e rappresentano un ottimo modo per testare e valorizzare le eccellenze che spesso riscontriamo nei giovani della formazione professionale.

Una parola per definire WorldSkills?

Eccellenze.

Desidera aggiungere qualcosa?

Spesso i ragazzi scelgono la formazione professionale come scappatoia, credono sia sinonimo di “scuola facile”. La sfida è fare in modo che il percorso scelto diventi la loro passione. WorldSkills sintetizza il sogno di una formazione che valorizza e dona credibilità a tutti i mestieri a livello internazionale e questo aspetto fa parte della nostra tradizione.

WorldSkills Piemonte all’International Career & Employers’ Day

Nell'ambito dell’International Career & Employers’ Day organizzato da Eures, WorldSkills Piemonte è presente con un proprio spazio all’interno della 25esima edizione del Salone Orientamenti di Genova, in programma dal 10 al 12 novembre, dalle 9.00 alle 21.00, sulla piattaforma online www.saloneorientamenti.it

La manifestazione, che si pone come importante appuntamento nazionale per aiutare gli studenti a orientarsi nella scelta dei percorsi scolastici più appropriati, quest’anno è strutturata in quattro aree tematiche: Conosci te stesso, Conosci il lavoro, Conosci la società, Conosci la formazione. All’interno della sezione Conosci il lavoro WorldSkills Piemonte, che partecipa all’appuntamento dal 2017, occupa una stanza virtuale (stand T 7-21) dove presenta i propri servizi di orientamento e formazione.

Mette infatti a disposizione materiale multimediale dedicato a far conoscere concretamente il progetto WorldSkills nelle sue tante sfaccettature: la valorizzazione delle competenze professionali, la condivisione dell’alta qualità degli standard formativi WorldSkills, le competizioni degli studenti nei vari mestieri professionali, i percorsi di gara dal livello regionale a quello mondiale. Fa rivivere concretamente l’atmosfera WorldSkills tramite video e immagini emozionanti che ripercorrono le ultime esperienze ai campionati nazionali WorldSkills, organizzati a ottobre 2020 a Bolzano.

Al fine di affiancare con l’interazione il carattere informativo del servizio, una live chat attiva dalle 10.00 alle 18.00 permette di dialogare con i referenti del progetto.

Per entrare nello spazio, clicca qui.

Se vuoi scoprire i sevizi di job matching che Agenzia Piemonte lavoro propone nell’ambito dell’International Career & Employers’ Day, clicca qui.

L'intervista: Giampiero Monetti

L’esperienza WorldSkills nelle parole del direttore del “Consorzio per la formazione, innovazione e qualità - Cfiq” di Pinerolo

Giampiero Monetti rettangolare

L’agenzia formativa che dirige ha aderito fin dalla prima edizione di WorldSkills Piemonte. Cosa l’ha convinta del valore del progetto?

Abbiamo aderito con convinzione a WorldSkills fin dal 2014 perché riponiamo grande fiducia nelle ricadute positive del progetto. In più, possiamo anche contare su collaboratori che partecipano con un approccio aperto e privo di ritrosie. Il nostro impegno è stato sempre ripagato dai grandi benefici che ne abbiamo tratto: per questa ragione non faremo mai mancare il nostro appoggio a questa importante e utile iniziativa di Agenzia Piemonte Lavoro. Credo molto in esperienze come questa, che offrono occasione di confronto, costruttività e apertura.

Quali sono, nel concreto, alcuni dei benefici di cui parla?

WorldSkills consente di creare un sano livello di tensione rispetto all’esterno: noi possiamo essere bravissimi a organizzare corsi che siano validi, ma la didattica deve essere supportata da esperienze esterne come questa, che danno concretamente la misura del livello delle prestazioni professionali trasmesse ai ragazzi.

Quindi una cartina di tornasole per i formatori. E per i ragazzi?

Non solo i benefici ci sono, ma sono anche estesi a tutta la classe: è vero che ha un impatto maggiore soprattutto su chi prende parte alle competizioni, ma la condivisone del percorso di preparazione influenza positivamente tutti gli allievi.

Come rispondono i docenti al progetto WordSkills?

Positivamente: oltre alla voglia di mettersi in gioco, ne ricavano un confronto di alto livello. E, soprattutto, si sentono parte di una rete professionale ampia, che va oltre i confini del territorio in cui opera l’agenzia formativa. Il network professionale che si crea fra le persone durante le esperienze WorldSkills è un rilevante valore aggiunto. Sarebbe molto utile se Agenzia Piemonte Lavoro, che già valorizza questo patrimonio, avesse modo di promuoverlo maggiormente presso tutte quante le realtà formative regionali.

Un network più ampio, intende?

Sarebbe bello se la parte di formazione e preparazione alle competizioni WorldSkills potesse godere dei vantaggi di aderire a una rete di professionisti. Questo farebbe crescere il livello di tutti, studenti e docenti. Sempre sotto il coordinamento di Agenzia Piemonte Lavoro, si potrebbero organizzare con frequenza maggiore competizioni che rappresentino momenti puntuali di confronto e crescita. Magari mettendo in palio una borsa di studio, un tirocinio che crei un collegamento con il mondo del lavoro... Sarebbe un ottimo ingaggio fra Agenzia Piemonte Lavoro e gli standard formativi regionali.

A questo proposito, valuterebbe positivamente l’adozione dei parametri WorldSkills nel sistema scolastico regionale o nazionale?

Assolutamente sì, è sufficiente creare un’area progetto sperimentale di Regione Piemonte, in cui verticalizzare l’esperienza WorldSkills, sottraendole l’occasionalità legata ai campionati. Questa area progetto, con standard di alta qualità determinati, può diventare terreno fertile di crescita per tutte le realtà formative professionali. Permetterebbe inoltre di superare i limiti di certe rigidità degli standard regionali che avrebbero modo di essere riviste, interpretate e riprogettate: un simile “scollinamento” non potrebbe che innescare una serie di ricadute positive. In sostanza, da convinto sostenitore del rimescolamento positivo delle esperienze, sono favorevolissimo all’ipotesi.

In che modo il format WorldSkills contribuisce all’innalzamento della qualità dell’istruzione e della formazione professionale?

WorldSkills consente di rapportarsi con il mondo del lavoro a livelli qualitativi molto alti: questo crea un tiraggio professionale benefico, che innesca la crescita di tutti. Esclusivamente attraverso un percorso didattico e formativo, per quanto strutturato al meglio, non si riescono a toccare certe corde. Le ricadute positive si vedono anche sulle realtà produttive, che si mostrano ben disposte ad accogliere ragazzi provenienti da esperienze formative di così alto livello… Certo, il tessuto produttivo ne beneficia in modo direttamente proporzionale. Vado oltre e immagino quanto sarebbe efficace se alcune esperienze WorldSkills fossero ospitate presso aziende del settore: sarebbe una cassa di risonanza capace di generare un’eco potentissima. Superando la paura di mettere insieme le forze, si potrebbero ottenere ottimi risultati.

E per quanto riguarda l’orientamento formativo e professionale dei ragazzi più giovani?

Non bisogna confonderlo con le attività promozionali che ogni agenzia porta avanti presso le scuole medie: quello è orientamento professionale. WorldSkills invece è autentico orientamento alla professione: è un momento vivo, di grande opportunità. Si potrebbe capitalizzare ancora meglio però, perché ritengo che non basti portare i ragazzi in tour fra i mestieri in vetrina, se la visita non è stata opportunamente preparata in una fase precedente.

Quale ritiene sia il vero valore aggiunto di WorldSkills?

Per i ragazzi la possibilità di gareggiare in un clima che riproduce quello dell’ambiente di lavoro. Per i docenti l’occasione di incontro e confronto con altre realtà professionali, nazionali e internazionali. Sarebbe bello se WorldSkills diventasse un marchio nel quale ci si possa riconoscere tutti!

WorldSkills in una parola?

Innovazione.

L'intervista: Federico Furfaro

L’esperienza WorldSkills nelle parole del direttore del “Consorzio interaziendale canavesano per la formazione professionale - Ciac Ferdinando Prat” di Ivrea

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Dall’1 al 3 ottobre 2020, a Bolzano, si sono svolti i campionati nazionali dei mestieri WorldSkills Italy: com’è stata l’esperienza?

Molto positiva: ci ha confermato l’ottimo lavoro di preparazione portato avanti da docenti e studenti. Per loro le competizioni di Bolzano – personalmente preferisco chiamarle “giochi” per valorizzarne l’aspetto ludico – sono state il punto di arrivo di un percorso formativo iniziato quattro anni prima.

Qual è stato il riscontro da parte degli insegnanti che hanno partecipato?

Se per i ragazzi i campionati nazionali hanno rappresentato la bellissima opportunità di misurare il proprio livello di preparazione, per i docenti è stata un’esperienza molto stimolante. Questo perché dalle performance degli allievi hanno potuto cogliere nuovi spunti per rimodulare alcuni elementi della didattica connessi alla formazione e alla verifica delle competenze, attingendo direttamente al modello WorldSkills.

Quindi i contenuti WorldSkills come stimolo all’innalzamento della didattica...

Sì, noi in particolare, essendo il nostro un consorzio interaziendale, li abbiamo accolti non solo per il settore alberghiero ma anche per le altre specializzazioni professionali. WorldSkills ci ha offerto anche uno spunto per portare il concetto di competizione all’interno della didattica: ora organizziamo gare interne alla sede o alle sedi Ciac, anche con il coinvolgimento di realtà esterne. Sono stimolanti, divertenti ed escono dalla routine: sono ispirate agli stessi parametri di WorldSkills, senza l’ambizione di essere altrettanto complete. Parlava anche del momento delle verifiche… Sì, per esempio per il settore alberghiero abbiamo integrato una nuova modalità: mentre una volta le verifiche erano pensate come lavoro di gruppo, ora selezioniamo prove più rispondenti agli standard dalle competizioni WorldSkills, perché consentono ai ragazzi di mettere in atto tutte le competenze acquisite.

A proposito di standard WorldSkills, come considererebbe l’adozione di quei parametri nel sistema scolastico regionale o nazionale?

Per quanto riguarda i livelli delle competenze tecniche e personali, legate per esempio alla gestione dei tempi del lavoro e dello stress, la valuterei molto positivamente. Siamo consapevoli del fatto che il livello di competenze definito dagli standard WorldSkills è estremamente elevato e non sempre i ragazzi sono all’altezza di raggiungere quella preparazione. Noi cerchiamo di inserire quegli obiettivi all’interno dei percorsi formativi inserendoli all’interno di un lavoro di squadra.

E per quanto riguarda l’orientamento formativo e professionale dei ragazzi più giovani, qual è il contributo delle competizioni WorldSkills?

I giochi hanno una forte valenza didattica per competitor ed expert, ma hanno anche un’importante funzione di orientamento. La scelta di un mestiere, e conseguentemente di una scuola o di un’agenzia formativa, si basano spesso su preconcetti, che non sempre trovano riscontro nella realtà. Per un ragazzo che deve compiere una scelta per il suo futuro, ma anche per la sua famiglia, WorldSkills rappresenta l’opportunità di vedere svolgere un mestiere nel concreto, a livello di eccellenza. È quindi uno strumento molto funzionale per orientare le scelte e trovare la propria strada, superando tutte le idee legate a una professione che non poggiano su un’approfondita conoscenza dei reali percorsi e sbocchi professionali.

Qual è il vero valore aggiunto di WorldSkills?

L’esperienza WorldSkills è un marchio di qualità che si inserisce nel curriculum dello studente. Ma non solo suo: ha una ricaduta positiva su tutti i soggetti coinvolti, anche per gli istituti. A noi ha offerto una bellissima opportunità di confrontarci con altre eccellenze e “metterci in vetrina”.

Come?

Per esempio, due nostri ragazzi sono saliti sul podio nelle competizioni regionali: noi rilanciamo queste belle notizie anche sui nostri social e le valorizziamo quando illustriamo le attività del nostro istituto. All’ultimo incontro con le famiglie dei nuovi possibili iscritti era presente la nostra competitor Roberta Checchia, che ha conquistato una medaglia ai campionati regionali nel mestiere di cuoco: ne ho approfittato per presentarla come un modello di eccellenza, auspicando che anche i loro figli possano raggiungere quel livello.

Una sintesi per definire WorldSkills?

Sfida. Con i competitor, certo, ma soprattutto con i propri limiti. Questo vale per i ragazzi, ma anche per insegnanti e istituti. Bastano pochi giorni di gare per vedere studenti evolvere e cambiare radicalmente nei propri atteggiamenti: le competizioni, con i loro tempi stretti e il carico di stress, innescano un salto di qualità.

Desidera aggiungere qualcosa?

È nel nostro interesse continuare a confrontarci con WorldSkills, non solo come sede di Ivrea ma come struttura Ciac nel suo complesso. Per noi e per i nostri ragazzi è un’opportunità determinante.

L'intervista: Gianluca Dho

L’esperienza WorldSkills nelle parole del direttore del “Centro nazionale opere salesiane - Formazione e aggiornamento professionale - Cnos Fap” di Savigliano (CN)

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Cosa ha restituito, a lei personalmente, al suo istituto, ai ragazzi e ai docenti, l’esperienza ai campionati nazionali dei mestieri WorldSkills Italy che si sono svolti a Bolzano dall’1 al 3 ottobre 2020?

Affido la sintesi dell’avventura WorldSkills alle parole della studentessa Carmen Rudei e della sua docente Concetta Abrate: un’esperienza unica. Ancora prima delle gare di Bolzano avevo apprezzato l’energia positiva che hanno saputo trasmettere a tutti e l’attenzione meticolosa con cui si sono preparate, sia nei contenuti professionalizzanti sia nella forma (mi riferisco, per esempio, all’accuratezza nel presentarsi). È stata un’esperienza davvero molto positiva anche per la nostra agenzia formativa: siamo una realtà provinciale ma abbiamo potuto godere di visibilità a livello nazionale, arricchendoci di un elemento in più che ci contraddistingue positivamente. WorldSkills ci dà una “bella spinta” che si accorda bene con il motto “l’intelligenza nelle mani” del nostro fondatore, don Giovanni Bosco.

Quindi WorldSkills come volàno per migliorare la qualità dell’istruzione e della formazione professionale…

Sì, certo. Competizioni sane come questa restituiscono un importante valore aggiunto: conducono necessariamente a un innalzamento della qualità. Per fare un esempio concreto, fin dalle fasi di preparazione ai campionati internazionali i competitor hanno la possibilità di frequentare corsi di lingua inglese finanziati da Agenzia Piemonte Lavoro. Un altro aspetto importante è che dall’esperienza delle gare, e perfino dagli eventuali errori commessi, si impara: e questo vale per sia per gli studenti che per i docenti. Ultimo aspetto, ma non per questo meno importante, è il confronto, utilissimo, con parametri di valutazione diversi da quelli personali.

A questo proposito, considererebbe utile l’adozione degli standard WorldSkills nel sistema scolastico regionale o addirittura nazionale, come già avviene in altre nazioni europee?

Perché no? Abbiamo toccato con mano che quei parametri, condivisi a livello mondiale, portano a migliorare il livello della nostra formazione professionale regionale, quindi ben vengano. Servirebbe un lavoro di affinamento con gli standard che esistono a livello regionale, ma esistono già dei punti di incontro. E poi, a un livello ancora più alto, questi parametri comuni servirebbero per poter parlare tutti una “stessa lingua”. Faccio un esempio: un nostro eccellente studente del terzo anno deve trasferirsi all’estero e ci ha chiesto il riconoscimento dei crediti. Sarebbe tutto più facile se esistessero standard condivisi!

Quale ritiene sia il vero valore aggiunto di WorldSkills?

Ce ne sono tanti. Fra tutti apprezzo soprattutto la possibilità per i ragazzi di gareggiare in un clima che si avvicina molto a quello dell’ambiente di lavoro. Poi la possibilità per loro di aggiungere di un “marchio di qualità” nel loro curriculum che li faccia brillare nel mondo del lavoro. WorldSkills è… … mettersi in gioco!

Desidera aggiungere qualcosa?

Un grazie ad Agenzia Piemonte Lavoro che promuove e sostiene questo progetto.

L'intervista: Valter Manzone

L’esperienza WorldSkills nelle parole del direttore del “Centro nazionale opere salesiane - Formazione e aggiornamento professionale - Cnos Fap” di Bra

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Dall’1 al 3 ottobre 2020, a Bolzano, si sono tenuti i campionati nazionali dei mestieri WorldSkills. Cosa ha tratto da quell’esperienza?

Una grandissima soddisfazione professionale e personale per la partecipazione di un nostro allievo nel ruolo di competitor, Federico Vignola, e di un nostro insegnante nel ruolo di expert, Gianfranco Morra.

Qual è stato il loro feedback?

Al ritorno da Bolzano, il formatore mi ha riferito che è stata un’esperienza molto arricchente, grazie soprattutto alla possibilità di interfacciarsi con colleghi provenienti da realtà diverse. Confrontarsi su contenuti formativi, modalità operative e didattiche con persone che condividono una mission comune permette di “raddrizzare il tiro” e migliorare. Quanto ai ragazzi, la sperimentazione di un contesto formativo diverso da quello tradizionale è per loro molto stimolante.

E il suo istituto ha avuto un ritorno?

Certo! Formatori e ragazzi hanno portato avanti il percorso didattico in maniera così positiva da permetterci di alzare il livello e metterci in gioco in competizioni di livello regionale e nazionale. Per l’istituto che dirigo ha rappresentato un’occasione per mettere in mostra il nostro modus operandi in un ambito ben più ampio di quello locale. Questo ci ha permesso di godere di un’ottima visibilità, che abbiamo potuto rilanciare su canali social e media.

Secondo lei, il format WorldSkills contribuisce all’innalzamento della qualità dell’istruzione e della formazione professionale?

Sì, e lo dico con convinzione. L’universo valoriale e di competenze che cerchiamo di veicolare nel percorso formativo è finalizzato al futuro confronto dei ragazzi con il contesto produttivo del mondo del lavoro. Mettersi in gioco in queste competizioni è un’esperienza concretamente utile che consente di migliorare e, non meno importante, di aggiungere un plus al curriculum dei ragazzi.

Quale ritiene sia il vero valore aggiunto di WorldSkills?

Ce ne sono tanti. In prima battuta la possibilità di incontro con altre realtà professionali: è arricchente per i ragazzi confrontarsi tra pari e con adulti competenti per avere contezza del livello delle loro competenze e capire quali potrebbero acquisire per potenziare il proprio curriculum. Fondamentale, poi, la funzione di orientamento.

Orientamento, dice…

Ho constatato che per i giovani è davvero molto utile avere la possibilità di osservare i compagni più grandi in attività. Vedendo concretamente quello che potrebbe essere il loro futuro, acquisiscono gli strumenti per orientare le scelte con maggiore consapevolezza e razionalità.

Come valuterebbe l’adozione degli standard WorldSkills nel sistema scolastico regionale o nazionale?

I nostri formatori lavorano già su tavoli regionali di settore. In queste circostanze hanno la possibilità di riportare l’esperienza di WorldSkills ai funzionari regionali condividendo le competenze specifiche richieste per i singoli mestieri. Di fatto, questo consente alla Regione Piemonte di recepire gli standard WorldSkills nella progettazione educativa e formativa.

Se dovesse sintetizzare in una parola WorldSkills…

Una sana competizione. Voglio sottolineare sana, perché l’agonismo potrebbe avere un’accezione negativa. Con WorldSkills ci si mette in gioco e ci si confronta in un ambiente sano, con regole precise, chiare e trasparenti. E questo fa crescere.

Desidera aggiungere qualcosa?

WorldSkills offre la possibilità di far emergere lo spirito di gruppo, tra competitor e tra formatori. È una scuola di vita per tutti. Grazie ad Agenzia Piemonte Lavoro per quello che fa e per come lo fa. È davvero utile e, per questa ragione, noi ci impegniamo a fare da cassa di risonanza.

L'intervista: Roberta Lampugnani

L’esperienza WorldSkills nelle parole della direttrice della “Scuola edile Formazione, sicurezza e costruzioni - Fsc” di Torino

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Una parola per definire WorldSkills, dopo l’esperienza ai campionati nazionali dei mestieri WorldSkills Italy che si sono svolti a Bolzano dall’1 al 3 ottobre 2020.

Crescita!

Perché?

Queste competizioni ci regalano grandi gioie ed emozioni e valorizzano l’impegno nostro e dei ragazzi coinvolti. È un lavoro di squadra: noi li formiamo, loro si preparano al meglio. WorldSkills rappresenta la cornice che permette dare espressione alle proprie abilità ad alti livelli, mostrandole ad altri.

Che benefici ne ha tratto il suo istituto?

WorldSkills è un fiore all’occhiello: partecipare alle manifestazioni nazionali dà lustro e offre la possibilità di farsi conoscere oltre il proprio ambito territoriale.

Ci sono ricadute positive anche per i docenti?

Gli insegnanti sono entusiasti e orgogliosi. Sul lavoro non è sempre facile avere un riscontro rispetto a ciò che si fa: WorldSkills offre un’esperienza che valorizza le attività dei docenti a livello professionale e personale, restituendo loro grandi soddisfazioni.

Vede anche una funzione di innalzamento della qualità dell’istruzione e della formazione professionale?

Certo! Mettersi in gioco e confrontarsi con altre eccellenze è il modo migliore per crescere e tirare fuori quel qualcosa in più che tutti, studenti e docenti, hanno dentro.

Che peso hanno le manifestazioni WorldSkills nell’orientamento formativo e professionale dei ragazzi più giovani?

Sono una splendida vetrina che permette allo studente di dimostrare il suo valore e allo spettatore di osservare da vicino un mestiere per rendersi conto di quali capacità tecniche servono. Hanno anche un importante valore aggiunto: del muratore non si vede solo che sta costruendo un manufatto, traspare la sua emozione. E questo messaggio è molto più coinvolgente rispetto a osservare, per esempio, un cantiere per strada. Questo rende WorldSkills molto più performante a livello di orientamento di tanti filmati e testimonianze orali.

Finlandia Gran Bretagna, Russia e Svizzera hanno adottato gli standard WorldSkills nei propri sistemi scolastici nazionali. Sarebbe auspicabile anche da noi?

Sì, la formazione deve puntare lì: standard di alta qualità. Questo vale soprattutto se vogliamo rendere i nostri giovani competitivi in un mercato sempre più aperto e globale. Impostare standard elevati a livello regionale e nazionale permette di formare i giovani per le più importanti sfide del mondo del lavoro.

Qual è, secondo lei, il quid in più di WorldSkills?

La possibilità che offre di mettere in vetrina la qualità della proposta formativa e, come dicevo, la funzione di orientamento per il pubblico di giovani e giovanissimi che assistono alle gare. Viviamo in una società dell’immagine: vedere con i propri occhi è più efficace di qualsiasi altra attività di orientamento.

CAMPIONI IERI, TESTIMONIAL OGGI

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Da WorldSkills alla Scala: il sogno di Laura Canevotti diventa realtà

 

Laura Canevotti, 19 anni, estetista del Novarese, si presenta nel mondo del lavoro con una marcia in più: la medaglia d’oro a WorldSkills Italy 2018, i campionati nazionali dei mestieri organizzati a Bolzano, e la partecipazione ai mondiali WorldSkills International 2019, ospitati a Kazan, in Russia.

L’ex studentessa dell’agenzia formativa Enaip di Borgomanero (in provincia di Novara) aveva già preso parte alle impegnative selezioni regionali, dove si era distinta per bravura e precisione. Elemento di forza del team piemontese sostenuto e promosso da Agenzia Piemonte Lavoro, alle competizioni nazionali di Bolzano Laura è salita sul gradino più alto del podio nella categoria beauty therapist, imponendosi su concorrenti provenienti da diverse regioni italiane e conquistandosi così la possibilità di accedere ai campionati mondiali. Un risultato eccezionale, ottenuto con il sostegno di ottimi docenti, ma anche con impegno, studio e passione.

L’esperienza formativa delle competizioni, insieme alle sue abilità, le hanno aperto una grande opportunità professionale: Laura è stata ammessa all’esclusivo corso di trucco e acconciatura teatrale dell’Accademia Teatro alla Scala di Milano. Alle prove di selezione le sue skills hanno convinto la commissione: ora per lei inizia un’esperienza didattica e lavorativa unica, che le consentirà di imparare i segreti del mestiere e vivere l’atmosfera del dietro le quinte di uno dei teatri più famosi al mondo.

«Le competizioni WorldSkills si sono rivelate fondamentali per superare questa selezione – ha raccontato – perché mi avevano già abituata a lavorare sotto pressione e con ritmi serrati. La mia expert Margherita Ragusa e la mia tutor Orietta De Santis, docenti del Consorzio interaziendale canavesano per la formazione professionale, mi avevano dato consigli che si sono rivelati decisivi anche in questa prova: mettere in ordine la postazione, tenere una postura corretta mentre si attende il giudizio sul lavoro svolto... L’esperienza WorldSkills mi ha insegnato il valore dei dettagli. Non vedo l’ora di cominciare questa nuova sfida!».

Un sogno, quello di Laura, che diventa realtà.

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