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L’intervista: Matteo Aicardi

L’esperienza WorldSkills nelle parole dell’expert piemontese WorldSkills nel settore della grafica

Matteo Aicardi orizzontale

A ottobre si sono svolti a Bolzano i campionati nazionali dei mestieri WorldSkills Italy: cosa ha portato a casa da quella esperienza (oltre alla medaglia d’argento conseguita dal competitor che lei ha “allenato")?

Grande soddisfazione. Certamente per la medaglia d’argento, non lo nego, ma anche per il coinvolgimento appassionato dimostrato dai ragazzi. Anche se ho già alle spalle due edizioni dei campionati europei WorldSkills, porterò sempre con me il ricordo di questa mia prima partecipazione ai campionati nazionali. Sono stati entusiasmanti.

Cosa le ha restituito l’esperienza WorldSkills come professionista del settore?

Un grande arricchimento: il confronto di alto livello è prezioso e professionalizzante. Stare con i migliori non può che… migliorare! Inoltre, mi ha anche permesso di capire il nostro livello.

Qual è dunque il livello dei piemontesi nel mestiere del graphic design?

Alto, ce la giochiamo con i migliori. Posso affermare con soddisfazione che la comunicazione pubblicitaria qui da noi in Piemonte, e in genere in Italia, è efficace.

Quale è stato il ritorno per i ragazzi?

Hanno avuto la possibilità di mettersi alla prova, constatare di essere all’altezza degli altri e di conseguenza acquisire maggiore fiducia in se stessi. Hanno visto i loro sforzi concretamente premiati.

Ha avuto momenti di confronto con gli altri expert del settore?

Sì, tanti e molto utili. In queste occasioni io mi dimostro sempre piuttosto curioso: cerco il confronto con i colleghi per verificare la rispondenza fra gli standard di lavoro che, come professionisti, presentiamo al cliente e i parametri proposti da WorldSkills. Questo consente di mettere a rapporto il bagaglio professionale di cui ognuno di noi dispone e i margini di miglioramento. Sono stati proprio l’adesione agli standard e il confronto con gli altri expert che mi hanno permesso di crescere come formatore.

Mutuerà qualche spunto nuovo da quanto ha visto?

Dall’osservazione di come gli altri competitor si preparano alle gare ho tesaurizzato alcuni dettagli importanti che offrono un duplice vantaggio: aumentano le competenze dei ragazzi e perfezionano la mia preparazione come formatore. Gli standard WorldSkills, frutto dell’esperienza di expert internazionali, sono molto alti.

Cosa prevedono per un grafico? In altre parole, cosa deve sapere e saper fare un grafico secondo gli standard WorldSkills?

Al di là della creatività, che rappresenta una parte fondamentale del mestiere del grafico, è soprattutto nelle abilità tecniche che gli standard WorldSkills richiedono una conoscenza ampia. Che è poi la stessa che esige il mondo del lavoro: oltre all’immaginazione, per esempio, viene messa alla prova la creatività legata alla realizzazione di un brand, la manipolazione di immagini, l’elaborazione di un progetto con finalità di stampa, per web o altri supporti… Tutte competenze tecniche di ampio spettro e alto livello.

Con questi presupposti, fa ancora più piacere riscontrare quanto è emerso dalle sue parole, cioè la buona qualità dell’offerta formativa piemontese nel mestiere del grafico…

Sì, lo confermo: in Piemonte la formazione professionale prepara i ragazzi ad affrontare il mondo lavorativo. Il livello non è per nulla lontano dai parametri qualitativi definiti da WorldSkills.

Cosa mancherebbe per raggiungerli pienamente?

Più ore di laboratorio, dove i ragazzi possano lavorare sui programmi e perfezionare la preparazione tecnica. E più confronto con il mondo del lavoro: le ore di stage in azienda o in agenzia sono preziose per dare concretezza. I vincitori delle gare avevano tutti alle spalle esperienze di alternanza scuola lavoro: era quella la loro marcia in più.

Come hanno vissuto l’esperienza WorldSkills i ragazzi che lei ha seguito?

Non è neppure da chiedere: è piaciuta moltissimo e vorrebbero ripeterla. La considerano un’esperienza irrinunciabile per le relazioni che si formano, il pathos della competizione, la possibilità di verificare la propria preparazione. Immagini il piacere di poter misurare la loro abilità applicandola al mestiere che amano… Sono tornati a casa con il cuore pieno di gioia.

In che modo il format WorldSkills contribuisce all’innalzamento della qualità dell’istruzione e della formazione professionale?

Il sistema di valutazione WorldSkills avvicina concretamente il mondo scolastico a quello produttivo perché impone ai formatori un aggiornamento costante, e permette ai ragazzi di confrontarsi con il mondo lavorativo attuale, non di qualche anno fa…

Ricorre nuovamente il concetto di funzione formativa anche per gli expert.

Sì, dall’esperienza WorldSkills l’expert ne guadagna per due aspetti: come professionista aggiorna le proprie competenze tecniche; come formatore acquisisce criteri precisi e di alto livello per valutare le competenze dei ragazzi. Comunque sia, l’expert accresce il proprio bagaglio professionale.

Ha creato un network con gli altri partecipanti?

Nascono forti rapporti di stima e amicizia con i colleghi, ma anche con gli expert di altri mestieri, italiani e, a livello europeo, anche stranieri.

È forte la funzione di orientamento formativo e professionale?

È uno degli scopi più importanti del format WorlSkills: mostrare ai giovani, che devono scegliere il proprio percorso scolastico, la realtà di un mestiere e quali abilità servono per saperlo fare.

Qual è, secondo lei, il vero valore aggiunto di WorldSkills?

La correlazione fra mondo formativo e occupazionale. E, aggiungo, consapevolezza e valorizzazione delle competenze necessarie per affrontare un mestiere.

A questo proposito, come valuterebbe l’adozione degli standard WorldSkills nel sistema scolastico?

Un’ipotesi che merita di essere considerata! Permetterebbe l’aggiornamento continuo della formazione, incrementerebbe e valorizzerebbe le competenze tecniche, manterrebbe in modo costante un alto livello formativo. Tutti valori indispensabili perché i ragazzi escano da scuola davvero con un mestiere in mano.

Una parola per definire WorldSkills?

Bellissimo! Che lo si viva come expert, competitor o spettatore non la si può pensare diversamente.

Qualcosa da aggiungere?

Credo molto in questo progetto: a mio parere va portato avanti e potenziato con un più ampio coinvolgimento di studenti, formatori, istituti e agenzie. Anzi, il mio sogno è che in Italia WorldSkills venga adottato a livello nazionale.

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