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L'intervista: Giampiero Monetti

L’esperienza WorldSkills nelle parole del direttore del “Consorzio per la formazione, innovazione e qualità - Cfiq” di Pinerolo

Giampiero Monetti rettangolare

L’agenzia formativa che dirige ha aderito fin dalla prima edizione di WorldSkills Piemonte. Cosa l’ha convinta del valore del progetto?

Abbiamo aderito con convinzione a WorldSkills fin dal 2014 perché riponiamo grande fiducia nelle ricadute positive del progetto. In più, possiamo anche contare su collaboratori che partecipano con un approccio aperto e privo di ritrosie. Il nostro impegno è stato sempre ripagato dai grandi benefici che ne abbiamo tratto: per questa ragione non faremo mai mancare il nostro appoggio a questa importante e utile iniziativa di Agenzia Piemonte Lavoro. Credo molto in esperienze come questa, che offrono occasione di confronto, costruttività e apertura.

Quali sono, nel concreto, alcuni dei benefici di cui parla?

WorldSkills consente di creare un sano livello di tensione rispetto all’esterno: noi possiamo essere bravissimi a organizzare corsi che siano validi, ma la didattica deve essere supportata da esperienze esterne come questa, che danno concretamente la misura del livello delle prestazioni professionali trasmesse ai ragazzi.

Quindi una cartina di tornasole per i formatori. E per i ragazzi?

Non solo i benefici ci sono, ma sono anche estesi a tutta la classe: è vero che ha un impatto maggiore soprattutto su chi prende parte alle competizioni, ma la condivisone del percorso di preparazione influenza positivamente tutti gli allievi.

Come rispondono i docenti al progetto WordSkills?

Positivamente: oltre alla voglia di mettersi in gioco, ne ricavano un confronto di alto livello. E, soprattutto, si sentono parte di una rete professionale ampia, che va oltre i confini del territorio in cui opera l’agenzia formativa. Il network professionale che si crea fra le persone durante le esperienze WorldSkills è un rilevante valore aggiunto. Sarebbe molto utile se Agenzia Piemonte Lavoro, che già valorizza questo patrimonio, avesse modo di promuoverlo maggiormente presso tutte quante le realtà formative regionali.

Un network più ampio, intende?

Sarebbe bello se la parte di formazione e preparazione alle competizioni WorldSkills potesse godere dei vantaggi di aderire a una rete di professionisti. Questo farebbe crescere il livello di tutti, studenti e docenti. Sempre sotto il coordinamento di Agenzia Piemonte Lavoro, si potrebbero organizzare con frequenza maggiore competizioni che rappresentino momenti puntuali di confronto e crescita. Magari mettendo in palio una borsa di studio, un tirocinio che crei un collegamento con il mondo del lavoro... Sarebbe un ottimo ingaggio fra Agenzia Piemonte Lavoro e gli standard formativi regionali.

A questo proposito, valuterebbe positivamente l’adozione dei parametri WorldSkills nel sistema scolastico regionale o nazionale?

Assolutamente sì, è sufficiente creare un’area progetto sperimentale di Regione Piemonte, in cui verticalizzare l’esperienza WorldSkills, sottraendole l’occasionalità legata ai campionati. Questa area progetto, con standard di alta qualità determinati, può diventare terreno fertile di crescita per tutte le realtà formative professionali. Permetterebbe inoltre di superare i limiti di certe rigidità degli standard regionali che avrebbero modo di essere riviste, interpretate e riprogettate: un simile “scollinamento” non potrebbe che innescare una serie di ricadute positive. In sostanza, da convinto sostenitore del rimescolamento positivo delle esperienze, sono favorevolissimo all’ipotesi.

In che modo il format WorldSkills contribuisce all’innalzamento della qualità dell’istruzione e della formazione professionale?

WorldSkills consente di rapportarsi con il mondo del lavoro a livelli qualitativi molto alti: questo crea un tiraggio professionale benefico, che innesca la crescita di tutti. Esclusivamente attraverso un percorso didattico e formativo, per quanto strutturato al meglio, non si riescono a toccare certe corde. Le ricadute positive si vedono anche sulle realtà produttive, che si mostrano ben disposte ad accogliere ragazzi provenienti da esperienze formative di così alto livello… Certo, il tessuto produttivo ne beneficia in modo direttamente proporzionale. Vado oltre e immagino quanto sarebbe efficace se alcune esperienze WorldSkills fossero ospitate presso aziende del settore: sarebbe una cassa di risonanza capace di generare un’eco potentissima. Superando la paura di mettere insieme le forze, si potrebbero ottenere ottimi risultati.

E per quanto riguarda l’orientamento formativo e professionale dei ragazzi più giovani?

Non bisogna confonderlo con le attività promozionali che ogni agenzia porta avanti presso le scuole medie: quello è orientamento professionale. WorldSkills invece è autentico orientamento alla professione: è un momento vivo, di grande opportunità. Si potrebbe capitalizzare ancora meglio però, perché ritengo che non basti portare i ragazzi in tour fra i mestieri in vetrina, se la visita non è stata opportunamente preparata in una fase precedente.

Quale ritiene sia il vero valore aggiunto di WorldSkills?

Per i ragazzi la possibilità di gareggiare in un clima che riproduce quello dell’ambiente di lavoro. Per i docenti l’occasione di incontro e confronto con altre realtà professionali, nazionali e internazionali. Sarebbe bello se WorldSkills diventasse un marchio nel quale ci si possa riconoscere tutti!

WorldSkills in una parola?

Innovazione.

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