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Focus WorldSkills: intervista a Roberta Seno

Roberta Seno orizzontale

L’esperienza WorldSkills nelle parole dei presidi

Intervista a Roberta Seno

Direttrice dell’“Associazione Scuole Tecniche San Carlo” di Torino

Se un atleta vince, il merito è anche del suo allenatore: così è stato per Andrew Zicarelli, medaglia d’argento nel mestiere di acconciatore ai WorldSkills Italy 2020. Per la sua preparazione Andrew ha potuto contare sul prezioso supporto della Expert Nayibe Vasquez, che si è messa a disposizione con la gentile collaborazione dell’“Associazione Scuole Tecniche San Carlo” di Torino. Alla docente e all’agenzia formativa va il plauso per la professionalità e la generosa disponibilità.

Dietro la medaglia d’argento di Andrew Zicarelli ai WorldSkills Italy 2020 appena conclusi a Bolzano c’è la regia della vostra docente Nayibe Vasquez. Quindi parte del merito dell’ottimo risultato è vostro. È orgogliosa del risultato ottenuto?

Sono molto contenta. Lo sono ancora di più perché chi ha vinto non è uno studente nostro, ma proviene da un’altra agenzia: la nostra docente è riuscita a supportarlo e questo conferma che nella formazione professionale la collaborazione fra agenzie esiste ed è reale. La nostra Expert è un’appassionata della prima ora del progetto WorldSkills: sono soddisfatta di lei e dell’entusiasmo che sa trasmettere.

Cosa rappresenta questo riconoscimento per la vostra agenzia?

La partecipazione ai WorldSkills è molto importante. Quando poi viene riconosciuta con un risultato, inorgoglisce ancora di più. È un’esperienza che lascia il segno sia in chi la vive direttamente, sia in chi l’ha sostenuta.

Quali feedback ha ricevuto dall’Expert al ritorno da Bolzano?

Feedback tutti positivi: davvero tutto molto bello e importante, c’è una bella energia.

Ritiene questa esperienza funzionale alla crescita professionale della sua agenzia formativa?

Sicuramente è funzionale a quella dei ragazzi. In queste occasioni hanno modo di mettersi alla prova con coetanei che studiano materie analoghe, confrontarsi in una forma di competizione che poi vivranno anche quando entreranno nel mondo del lavoro. Fin da quando è stata coinvolta, la nostra agenzia ha cercato di aprire a tutte le professionalità perché riteniamo fondamentale che i ragazzi possano sperimentare questa dimensione di confronto, anche in un contesto di competizione. Che poi vuol dire saper accettare le sconfitte, perché questo è un altro elemento importante di crescita.

Per il pubblico che assiste le competizioni rappresentano una straordinaria “vetrina sui mestieri”. In che misura, secondo lei, WorldSkills può concorrere a orientare le scelte professionali dei giovani?  

Penso che possa essere uno strumento importante che permette ai ragazzi di prendere in considerazione qualcosa di diverso, permettendo loro di assistere alla costruzione di un prodotto. WorldSkills contribuisce alla complessa attività di orientamento che è fatta di incontri, dibattiti e presentazioni: si inserisce con efficacia all’interno di questa cornice perché apporta concretezza.

Può indicare tre valori positivi che l’esperienza WorldSkills consegna? 

L’entusiasmo che pervade questa manifestazione: lo so, non è un valore, è uno stato d’animo ma mi piace sottolinearlo. E poi la possibilità di competere rispettandosi: l’occasione di sfidarsi in una gara permette di realizzare quanto e come si possa migliorare, crescere e magari vincere, aiutando a capire le proprie potenzialità. Questo è un valore, importante, nodale. E poi c’è la solidarietà: ho riscontrato, infatti, che chi esce dalla gara è di sostegno agli altri. Questo significa che la competizione c’è, ma è vissuta in modo sano. E infine c’è il valore del gioco: le gare conservano sempre questo aspetto, che rappresenta un momento importante per la crescita, concorre a costruire positivamente la personalità e ad affrontare meglio la vita.

WorldSkills è un format mondiale che stila parametri di riferimento per i vari mestieri, mutuandoli dal mondo del lavoro: in concreto, definisce cosa bisogna sapere e saper fare per essere competitivi in quel mestiere. Alcuni sistemi nazionali hanno iniziato a utilizzare gli standard WorldSkills all’interno dei propri sistemi formativi. Come valuterebbe la condivisione di queste linee guida a livello programmatico come risorsa aggiuntiva?

Penso che tutto ciò che può contribuire a far crescere le competenze di ragazzi e formatori sia importante. Avere un elemento in più con degli standard stabiliti che ci consentano di confrontarci con altre visioni è fondamentale per essere aggiornati e rispondere alle richieste del mercato. Per queste ragioni, se inserito in un contesto complessivo, lo riterrei molto positivo.

Consiglierebbe ad altri istituti di partecipare?

Certo... E l’ho fatto! Per inserire falegnameria ho coinvolto l’Engim di Pinerolo, e poi uno dei loro ragazzi è andato a Bolzano (ai WorldSkills Italy 2020, ndr). Ne sono molto felice.

Grazie per essere una testimonial molto attiva! A questo punto è superfluo chiederle se continuerete ad aderire al progetto WorldSkills?

Direi proprio di sì. È sicuramente molto impegnativo, perché sia gli Expert sia i ragazzi sono molto coinvolti nella preparazione della manifestazione anche durante l’anno scolastico. Ma vale l’impegno. Ho riscontrato personalmente i cambiamenti positivi e la crescita dei ragazzi dopo aver partecipato alla manifestazione! A volte chi sceglie i nostri istituti lo fa pensando di poter studiare meno e invece l’incontro con una professione fa crescere: questa maturazione a volte avviene durante gli stage, a volte durante WorldSkills.

Desidera aggiungere qualcosa?

Riconosco il vostro notevole e non semplice impegno: la manifestazione dura qualche giorno ma il lavoro che c’è dietro è monumentale. Grazie!

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