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A tu per tu con gli Expert WorldSkills: intervista a Patrizia Pilotto

PATRIZIA PILOTTO è Expert per il mestiere di CAMERIERE dai Campionati Regionali WorldSkills Piemonte 2015 e sarà presente ai WorldSkills Italy 2016 di Bolzano (29 settembre – 1 ottobre) e agli EuroSkills 2016 di Göteborg (1 – 3 dicembre). Abbiamo tentato di carpire da lei alcuni segreti del mestiere ed anche che significato ha un’esperienza nel mondo dei WorldSkills.

Buongiorno Patrizia come va? Volevo chiederti se hai avuto modo di seguire la preparazione di Bianca. Come sta andando?

Allora, Bianca ha ottenuto la qualifica professionale a fine giugno. In seguito alla vittoria conquistata ai Campionati Regionali WorldSkills Piemonte 2015 è partita per uno stage estivo ed ora si trova ad Ortisei. La sento costantemente, si allena, impara a relazionarsi con gli altri e a lavorare sotto stress. Prima della partenza avevamo provato a replicare un vecchio test project dei Campionati Regionali. Questo la può indubbiamente aiutare: le prove dei WorldSkills sono di abilità, manuali, ma i test project non sono diversissimi gli uni dagli altri, non è come l’ambito della cucina: ci sono proprio delle prove di abilità e di precisione millimetrale. Bianca in questo momento è contenta e sta facendo il giusto percorso, mi manda spesso delle foto per mostrarmi quanto si allena, si rende conto dei propri progressi ed anche di alcune lacune.

Tu sei stata Expert nell’ultima edizione dei Campionati Regionali WorldSkills Piemonte e parteciparai ai WorldSkills Italy di Bolzano 2016, ma anche agli EuroSkills 2016. È una bella responsabilità, perché si è chiamati giudicare l’operato dei ragazzi. Per voi giudici, qual è la sfida più grande?

L’aspetto più critico è l’essere imparziali e non essere coinvolti a livello affettivo e personale, perché in quanto allenatori e contemporaneamente giudici, si deve riuscire a tenere bene separate queste due cose ed essere il più obiettivi possibile. Devi riuscire a trasmettere tranquillità al ragazzo che tu alleni, ma nello stesso tempo far sentire a loro agio tutti gli altri. Diventi un punto di riferimento per tutti e devi saper trasmettere loro la passione per quello che stanno facendo.

Un momento particolare che ti ricordi, un aneddoto?

Ricordo un momento occorso con un partecipante, quando il mio disappunto diventò chiaramente visibile per la penalità che aveva ricevuto, perché aveva “buttato via” i fiammiferi. Li aveva proprio scaraventati dalla finestra dello spogliatoio perché aveva già finito la prova. Di conseguenza, quando a fine gara è stato richiesto tutto il materiale necessario, a lui mancavano. E lui, in maniera un po’ ingenua, disse “Li ho buttati via!”. Il disappunto nel mio sguardo era tale da far percepire chiaramente il mio pensiero. L’hanno capito tutti. Persino lui, dopo la prova, mi ha detto: “Se i suoi occhi avessero potuto lanciare fiamme, mi avrebbero fulminato!”.

Però è sopravvissuto!

È sopravvissuto.

Parliamo un po’ della professione, visto che noi ci rivolgiamo anche a ragazzi giovani, alcuni dei quali hanno partecipato all’Orientamento ai Mestieri e vi hanno visto all’opera. Cosa consiglieresti a coloro che vorrebbero approcciarsi a questo mestiere?

Per prima cosa consiglierei di andare in un locale, osservare come si comporta il personale ed avere già un proprio punto di vista, iniziare già a vedere quali sono le cose che ti piacciono o che non ti piacciono quando sei servito al tavolo. Questo è il grande punto di partenza, indipendentemente dalle regole, perché quelle vengono poi acquisite più tardi. Il nostro lavoro è cambiato moltissimo, è quasi un lavoro di marketing, fondamentalmente il cameriere è un venditore. Si deve servire l’ospite, più che il cliente, dall’accoglienza al commiato, quindi bisogna capire se stare a contatto con le persone ti piace. Ed anche se sei disposto a fare dei sacrifici, che significa banalmente anche stare in piedi tante ore. Chi si approccia a questa professione deve amare il mestiere, altrimenti farà sempre il porta-piatti.

Secondo voi, qual è il contributo più grande che WorldSkills, anche grazie all’Agenzia Piemonte Lavoro, può dare a un ragazzo che studia o si è già diplomato come maÎtre? Qual è il valore aggiunto?

Il confronto con altri ragazzi, professionisti, che amano quel lavoro. Purtroppo solo con la scuola non sempre trovi il gruppo che è appassionato al mestiere. E talvolta neanche negli ambienti di lavoro! Per questo, per i ragazzi è stimolante. Ogni gara li mette alla prova, imparano a comprendere i propri limiti e vedono come lavorano i colleghi a livello locale, nazionale e internazionale, e questo permette loro di crescere costruendo il proprio piccolo bagaglio personale. Perché non c’è un modo giusto o sbagliato: il fine è uguale, ma ci sono aspetti diversi. Anche per chi li segue è un momento di formazione e di confronto!

La soddisfazione più grande, legata a WorldSKills?

In generale, vedere che l’impegno e la serietà pagano. Non in termini economici, ma di soddisfazione personale. Per me è un valore aggiunto incredibile riuscire a trasmettere poi questa passione ai ragazzi da docente, perché è importantissimo credere in quello che si fa. Worldskills fa un sacco di cose, ma veramente dà lustro alla professione. Poi io ho la fortuna di aver avuto due allievi che si sono qualificati alle fasi successive, ed anche in classe hanno dato valore al resto del gruppo. L’asticella delle competenze è un pochino salita, ma per tutti! Perché sono diventati tutti un po’ più consapevoli che, se vogliono, ce la fanno. Aggiungo anche che la scuola professionale, talvolta, è un po’ bistrattata. Fare uscire da lì dei veri e propri talenti è un grosso risultato e di questo si può ringraziare WorldSKills, perché li valorizza appieno.

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